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Recensioni

I Testi delle Piramidi: leggere la traduzione critica

Di Chiara Testa 7 min di lettura
Iscrizioni geroglifiche sulle mura del Tempio di Karnak, Luxor

I Testi delle Piramidi sono la più antica raccolta di formule religiose e funerarie giunta fino a noi dall'Antico Egitto. Incisi sulle pareti interne delle camere funerarie a partire dalla piramide del faraone Unas, ultimo sovrano della V dinastia, questi testi accompagnavano il defunto nel suo passaggio verso l'aldilà con formule di protezione, invocazioni e descrizioni del viaggio celeste. Avvicinarsi a questa raccolta come lettori non specialisti significa, prima di tutto, scegliere bene l'edizione da cui partire.

Due tradizioni di traduzione a confronto

La traduzione pionieristica di Raymond O. Faulkner, pubblicata da Oxford University Press nel 1969, resta un punto di riferimento per chi vuole un primo contatto con il testo: la resa è essenziale, con un apparato di note pensato per orientare senza appesantire la lettura. Le edizioni più recenti, come quella curata da James P. Allen per la collana Writings from the Ancient World, adottano invece un approccio più filologico, restituendo la struttura delle singole formule (gli "spell" numerati secondo la numerazione di Kurt Sethe) e discutendo le varianti tra le diverse camere piramidali in cui uno stesso testo compare.

Per un lettore che si avvicina per la prima volta consiglio di partire da un'edizione con introduzione storica ampia, che spieghi il contesto rituale della V e VI dinastia prima di addentrarsi nelle singole formule: senza questa cornice, la ripetitività di alcune sezioni rischia di scoraggiare chi non ha familiarità con la letteratura funeraria egizia.

Cosa rende difficile, e interessante, questa lettura

  • La struttura non è narrativa ma formulare: ogni "spell" è un'unità autonoma, spesso priva di collegamenti espliciti con le formule vicine.
  • Il linguaggio è denso di riferimenti mitologici (Osiride, Horus, Nut) che richiedono, almeno all'inizio, il supporto di un buon apparato di note.
  • La ripetizione di formule tra piramidi diverse permette però di osservare, testo alla mano, come cambiava il culto funerario reale nel corso di poche generazioni.

Il verdetto

I Testi delle Piramidi non sono una lettura scorrevole nel senso comune del termine, ma restano un'esperienza che vale la pena affrontare per chiunque voglia capire le radici della religiosità egizia prima che si sviluppassero i più noti Testi dei Sarcofagi e il Libro dei Morti. Con l'edizione giusta e un po' di pazienza nelle prime cinquanta pagine, la lettura diventa sorprendentemente accessibile.

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CT

Scritto da Chiara Testa, critica letteraria e book blogger di Firenze, specializzata in narrativa storica e saggistica sull'Antico Egitto.